EMDR intervista alle psicologhe Baudino e De Grazia pubblicata su Gentesana

06/2019
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Per guarire dai traumi grandi e piccoli : l’EMDR 

Di EMDR si parla ancora poco alle nostre latitudini. Eppure questo metodo sta riscuotendo grandissimi successi nella cura dei disturbi causati da traumi psichici lievi o meno lievi. Abbiamo chiesto maggiori informazioni a due psicologhe luganesi, Caprice Baudino e Carmen De Grazia che praticano entrambe l’EMDR nel Centro Le Radici.

Che cosa significa la sigla EMDR ? Chiediamo. 

EMDR che sta per Eye Movement Desensitization Reprocessing., ossia rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Ci risponde Caprice Baudino. L’ideatrice del metodo, la psicologa californiana Francine Shapiro, è partita da un’esperienza casuale come spesso avviene in questi casi. La dottoressa Shapiro infatti, si è resa conto che, muovendo gli occhi in modo spontaneo da una parte all’altra, i pensieri disturbanti che potevano occuparla in quel momento diminuivano d’intensità. Questa scoperta l’ha spinta a fare delle ricerche che l’hanno poi condotta, nel 1987, a elaborare il metodo.  Da allora sono state fatte ulteriori ricerche che hanno confermato la validità dell’EMDR, specie nei casi di disturbi post-traumatici da stress, ad esempio nei reduci di guerra. Negli ultimi anni si può dire che l’EMDR è diventata la tecnica principe nel trattamento dei postumi di traumi. Ovviamente il metodo va accompagnato con una psicoterapia tradizionale.

Su quali presupposti si basa l’EMDR?

C.B. :  Si parte del presupposto che, così come lo stomaco digerisce gli alimenti, anche il cervello ha la facoltà di “digerire”le esperienze traumatiche. In certi casi, tuttavia, il cervello non riesce a svolgere questa sua funzione. Può darsi che il trauma sia troppo grave, come nel caso di uno tsunami, di un abuso sessuale, o della morte di una persona cara. Oppure  può darsi che risalga a un periodo di particolare vulnerabilità, come la prima infanzia. In questi ultimi casi a volte si tratta semplicemente di un’educazione sbagliata, ad esempio con un padre molto critico, che dice in continuazione al figlio che non vale niente.  Comunque, indipendentemente dall’origine del trauma, rimane il fatto che la persona non riesce a superare il dolore che si riattualizza in tutte le circostanze della vita. In tutti questi casi l’EMDR, come dice il suo stesso nome, aiuta il cervello a fare il suo lavoro di “digestione” dei traumi, siano essi grandi o piccoli. 

L’EMDR è stato citato recentemente, dopo il famoso naufragio della Costa Concordia. Perché?

C. B.: L’amministrazione della Costa si è detta pronta a pagare una terapia EMDR a tutti i passeggeri che desiderano rielaborare il trauma.

Quali sono i vantaggi dell’EMDR rispetto a una psicoterapia classica ?

EMDR e psicoterapia non si devono contrapporre, ma piuttosto integrare. Sottolinea Carmen De Grazia. In sostanza l’EMDR riporta al corpo, al sentire il proprio corpo, tornando a vissuti passati, spesso legati all'infanzia. Il paziente è guidato dalle stimolazioni del terapeuta e viene invitaro ad esprimere i suoi pensieri o le sue sensazioni tra un set di stimolazioni e l'altro. Vi sono dei protocolli precisi che aiutano il paziente ad andare più direttamente al ricordo traumatico e favoriscono anche la rievocazione di dettagli fisici sul ricordo stesso, ad esempio il luogo, gli odori, le sensazioni e così via.

Ma il metodo è più veloce di una psicoterapia ?

CB : La durata della terapia dipende da vari fattori. Innanzitutto dal tipo di trauma. Paradossalmente è più facile rielaborare un grosso shock emotivo, come ad esempio il fatto di essere rimasti coinvolti in uno tsunami, piuttosto che tanti piccoli traumi legati a un’infanzia difficile. Inoltre molto dipende anche dalle capacità di elaborazione del paziente stesso.

L’EMDR si adatta anche alla cura dei bambini ?

CDG : Certamente. Anzi, direi che con i bambini questo tipo di terapia agisce in modo particolarmente veloce. Persino i bambini piccolissimi possono essere accompagnati con l’aiuto dei genitori. Uno dei grossi vantaggi dell’EMDR nel caso dei bambini é che permette di individuare la causa del disagio anche se il paziente non ne ha nessuna coscienza razionale. Inoltre i bambini hanno una capacità di associazione che noi adulti abbiamo perduto. Per citare David Servant-Schreiber, il famoso psichiatra francese autore di numerosi libri e convinto sostenitore dell’EMDR : « A quanto pare, le strutture cognitive più semplici e i canali associativi più frammentari permettono di bruciare le tappe ».

Come si svolge la seduta di EMDR ?

CB: Diciamo che il primo passo è quello comune a tutte le psicoterapie, ossia di stabilire un’alleanza con il paziente. Poi si cerca di individuare le sue risorse, chiedendogli di raccontare alcuni ricordi positivi. Si passa poi a un breve racconto della vita e all’evocazione di ricordi negativi. 

Si stabilisce una sorta di scaletta per il lavoro sui vari ricordi e si mette in evidenza il fatto più grave, quello che, secondo il paziente, potrebbe aver dato origine al malessere.  Poi si comincia a lavorare su quel ricordo sottolineando bene che si tratta di un ricordo e che questo, per quanto doloroso, non potrà mai causare un ripetersi del fatto in sé. Si chiede al paziente di ricordare la parte peggiore dell’episodio e di ritrovare la sensazione collegata a quell’evento e anche le emozioni vissute in quella occasione. A quel punto iniziamo a fare delle stimolazioni bilaterali visive o tattili, alternando destro e sinistro. Così facendo stimoliamo l’emisfero destro e l’emisfero sinistro del cervello come avviene naturalmente nella fase del sonno detta REM (Rapid Eye Movement). Potremmo dire che il cervello è comunque programmato all’autoguarigione dai traumi ma che, se non riesce a farlo da solo, l’EMDR gli fornisce uno stimolo che gli permette di sbloccare quello che non è riuscito a digerire. Dopo ogni sequenza di stimolazione, il terapeuta non agisce più, parla pochissimo e si limita a chiedere al paziente di descrivergli ciò che prova o ciò che vede. 

Che cosa succede se il paziente non ha niente da dire ?

CDG. Non fa molta differenza, perché il più delle volte qualcosa si muove comunque nel cervello e quel qualcosa verrà fuori più avanti. Succede spesso con i bambini, o con gli adolescenti che ci dicono di non aver visto né provato niente. Noi li invitiamo a continuare partendo proprio da quel niente e succede sempre che prima o poi ci arriva un feedback positivo e delle nuove associazioni che il cervello da solo non sarebbe riuscito a fare. Ricordo ad esempio il caso di un bambino che era stato coinvolto in un incidente stradale in cui erano morti molti suoi compagni di classe e che ne era rimasto profondamente traumatizzato. Dopo la sequenza di movimenti oculari ha detto che, pensando a una bambina che era seduta accanto a lui e che era morta, anziché sentire angoscia, provava nuovamente il calore della vicinanza. Si trattava in pratica di un’associazione del tutto nuova.

Questo fatto di “sentire il corpo ” porta nuovi imput nella terapia ? 

CDG : Certamente. Partendo da una sensazione fisica si può risalire a traumi più antichi, magari vissuti nella primissima infanzia, quando le capacità di elaborazione mentale erano troppo ridotte per permettere di superare il dolore.

Elaborare un ricordo traumatico non significa dimenticare ?

CB. : No, assolutamente. Alcuni pazienti hanno questo timore, che la terapia li porti a dimenticare. Invece il ricordo rimane e fa parte della vita, ma il dolore non é più sentito come insopportabile. Per citare Murakami, "il dolore è inevitabile, la sofferenza è opzionale". Un altro fatto interessante è che il lavoro di rielaborazione continua anche dopo le sedute. Quando rivediamo certi pazienti che avevamo conosciuto appesantiti e bloccati dal dolore, li troviamo più vivi, più presenti, come se si fossero liberati da un peso.

L'EMDR è destinata esclusivamente a chi ha vissuto traumi ?

CB. : No. Si possono curare anche certe paure, come ad esempio la paura degli esami e la paura dell’aereo. Ci sono dei protocolli specifici persino per gli atleti che vogliono migliorare le loro potenzialità. Trattandosi di una disciplina relativamente recente, la ricerca è ancora in corso. Vi sono molti terapeuti negli Stati Uniti, in Francia, in Italia che lavorano su vari disagi psichici e riportano le loro esperienze. Quindi l’intero quadro è tutto in divenire.

Per maggiori informazioni: centroleradici@gmail.com

EMDR intervista alle psicologhe Baudino e De Grazia pubblicata su Gentesana
Centro Le Radici

Il Centro Le Radici è uno studio di psicoterapia formato da un’équipe di professionisti che offre interventi mirati a sostegno dell’individuo (bambino, adolescente o adulto), della coppia e della famiglia.

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